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OTA Viaggi on line indispensabili

OTA viaggi definizione

Avete sentito spesso parlare di OTA ma non avete esattamente capito di cosa si tratta? E’ molto semplice sono siti internet che permettono la prenotazione di viaggi direttamente online. In questo momento le principali OTA viaggi sono Booking.com e Expedia.com. Probabilmente quasi tutti noi avremo utilizzato i loro servizi! Ma forse non saprete che il rapporto con i loro partner indispensabili (gli hotel) ultimamente si stanno un po incrinando.

OTA viaggi indispensabili, ma perché?

Si sente spesso parlare gli albergatori dei rapporti difficili con le principali OTA viaggi (Online Travel Agencies). Ma davvero un albergatore potrebbe farne a meno?

Vediamo i motivi spiegati da esperti del settore:

  • Non bisogna temere le OTA viaggi, sono i migliori partner commerciali degli albergatori oltre che – se sapete utilizzare il lavoro dei vostri account – una buona fonte di dati ed analisi su cui basare il proprio operato. “Lorenzo Macinati”

  • Partiamo dal presupposto dei 10.000 di partenza per entrambi (investiti da OTA e sito HOTEL nd.) ed entriamo nei panni del cliente (ovviamente non solo italiano) che attraverso il medesimo investimento atterra sia sul sito della OTA, che in quello dell’hotel. A questo punto una OTA ha almeno 8 validissimi motivazionali per convincere il cliente a prenotare. Dall’altra parte siamo sicuri che 10 € in meno sono sufficienti? Siamo in grado di comunicare al cliente non dico 8 ma altri 2 validissimi motivi? Se si quali tanto da convincerlo? A questo punto cerchiamo di capire se i 10.000 possono avere analogo ROI “Flavio lesa”

  • A mio avviso anche il termine disintermediazione ha fatto il suo tempo, parliamo di multicanalita’. Quindi si dovrebbe cercare di gestire tutti i canali disponibili nel migliore dei modi.Altro errore e’ quello di pensare o cercare di rubarsi i Clienti l’un l’altro. I tassi di conversione sono spesso molto stabili nei grandi numeri, a riprova che si lavora spesso con dei forecast abbastanza definiti almeno da parte delle OTA. Secondo dati statistici non e’ il 10% di sconto che il sito proprietario fa a dispetto della OTA a spostare un cliente, le dinamiche sono molte altre.La OTA a mio avviso deve essere vista come un servizio aggiuntivo a pagamento utile ad intercettare quel tasso di conversione definito e di alto valore aggiunto. Un po come una officina autorizzata. Puoi scegliere di andarci o meno sapendo che avrai un costo superiore alla media ma e’ una scelta che si fa convinti di raggiungere un certo risultato. Poi tutti liberi di scegliere diversamente. Ma nel momento che ci si va si deve esser consapevoli delle condizioni applicate.”Flavio lesa”

  • In poche parole le Ota sono il ns. manifesto ed i ns. siti per quanto belli e performanti non credo possano arrivare dove arrivano loro. Io credo invece che anche grazie al lavoro delle OTA ( ..con uan buona formazione del ricevimento) si possa disintermediare ed abbattere le commissioni (alte) che paghiamo. Ormai molti clienti guardano Trivago, TA etc. e poi chiamano in albergo. “Gianluca Balzano”

  • In ogni caso io penso che le OTA viaggi facciano comodo a tutti, nonostante le commissioni, che sono sempre esistite. “Ciro di Donato”

  •  la parity e’ una garanzia per tutti altrimenti perche considerare scorretta la OTA viaggi che vende sottocosto? Ti assicuro che la forza commerciale di una OTA permette per lunghi periodi di vendere a profitto bassissimo se non a zero attraverso campagne couponing molto aggressive forti del fatto che il revenue e’ il prodotto di migliaia di hotel. Quindi se vogliiamo aprire definitivamente alla libera concorrenza che sia possibile per tutti, ma ti assicuro che appena scendi di un euro sotto la tariffa dell’hotel vieni chiamato per riallineare. Dove e’ la libera concorrenza? “Flavio”

  • il modello distributivo e’ cambiato per tutti. Vedi i blockbuster chiusi o il mondo discografico. Consiglieresti ad un amico di aprire una videoteca? Quindi anche per l’alberghiero il revenue si e’ spostato verso l’online e i colossi distributivi “globali” arrivano piu’ facilmente al cliente finale. Oggi senza una OTA viaggi si farebbe fatica a compensare la fetta lasciata scoperta dal mondo agenziale e T.O. Anche investendo individualmente sul mercato online.”Flavio

  • Credo che il futuro sarà sempre più On-line, ma l’ off-line non si esaurirà mai in quanto per il lungo raggio e per l’ apporto di “umanità” sia imbattibile.Gli Intermediari on e off line sono strumenti, cosi come il proprio sito … basta usarli e “gestirli” in modo adeguato. E’ semplice? NO! “Domenico de Vanna”

  • secondo me si stà confondendo qualcosa tra i vari commenti…nessuno crede che non ci sia un opportunità nel libero mercato e nella libertà di poter applicare le proprie scelte strategiche, questo ritengo sia piuttosto scontato…il punto è che bisognerebbe lavorare con le OTA viaggi e non andarci contro. Il fatto di pubblicare un prezzo in parità tariffaria a parità di servizio (come da mio precedente commento) ritengo sia una logica intellettuale, quello che intendo dire è che se anche ci fosse il libero mercato come sostieni tu e quindi la possibilità di pubblicare un prezzo più basso sul proprio sito, io semplicemente non lo farei! Ma quello che farei è differenziare l’offerta sul mio canale creando valore aggiunto….ampliando e personalizzando l’offerta, non semplicemente abbassando il prezzo…farei in modo tale che sul mio sito i clienti trovino maggiori opportunità. “Enzo Aita”

  • loro mettono quella clausola proprio per garantire il loro sistema di prenotazione.Secondo te invece, io booking.com che spendo milioni di euro per marketing e applicazioni devo vedere che l’albergo vende a meno di me dopo che gli ho fatto pubblicità? ma di cosa parliamo? Io non sono dalla parte di booking.com ma dalla parte del turista, sempre.”Klaus Polzella”

Queste sono le maggiori motivazioni raccolte durante una discussion su Linkedin molto interessante.

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